Natura funzioni e ruolo dell'Archivio di Stato di Verona

Archivi di Stato di Verona: natura, funzioni e ruolo

                        Con d.m. 8 aprile 1941 venne istituita a Verona una sezione di Archivio di Stato, poi Archivio di Stato in virtù del d.p.r. 30 sett. 1963, n.1409. Il Comune vi trasferì, a titolo di deposito, la sezione “Antichi archivi veronesi” che ne costituiscono il nucleo essenziale. Vi vennero concentrati, oltre all'archivio del Comune, diversi fondi pubblici e privati; da parte dello Stato furono versati il fondo - in prevalenza giudiziario - dei Rettori veneti, quello finanziario della Camera fiscale e quelli provenienti dalla soppressione delle corporazioni religiose effettuate in regime napoleonico.

                        Nel 1961, dopo il trasferimento dell’Archivio, dall’ex Convento dei Gesuiti di S.Sebastiano in via Cappello alla più idonea sede di via Franceschine, vi vennero versati o depositati numerosi altri fondi di provenienza statale e non statale.

                        Successivamente, dall'Archivio di Stato di Venezia vennero riportati a Verona i fondi monastici soppressi in periodo veneto, lo Stato civile napoleonico, gli atti riservati della Delegazione provinciale e dei Commissariati distrettuali, una raccolta di disegni del territorio già pertinente al Collegio sopra la custodia del fiume Adige. La consistenza del patrimonio conservato all'Archivio di Stato di Verona varia  ogni anno per effetto dei versamenti effettuati dagli uffici statali che, per legge, sono tenuti a trasferirvi la documentazione anteriore all’ultimo trentennio.

Per ulteriori informazioni sulle funzioni degli Archivi di Stato si rinvia al seguente PDF

CONSISTENZA DELLA DOCUMENTAZIONE

                        La documentazione occupa, al presente, nella nuova sede di Via Santa Teresa - edificio di archeologia industriale sapientemente restaurato a cura dell’ente proprietario Fondazione Cariverona, nell’area degli ex Magazzini generali - circa 30 chilometri di scaffalatura lineare e, nella sua totalità sia cartacea che pergamenacea, è testimonianza dell'attività sociale, politica, amministrativa, giudiziaria, ecclesiastica della città e del territorio e abbraccia un arco temporale di tredici secoli, con il documento membranaceo più antico risalente al sec. VIII.

                        L'Archivio conserva, altresì, oltre 80.000 pergamene, di cui molte di grande pregio anche estetico. Un complesso di documentazione ampia e importante è costituito dagli archivi di famiglie e di persone, n. 164 con circa 30.000 pergamene e con atti anteriori all'anno 1000. Vi compaiono i nomi delle famiglie più in vista, tra le quali i Bevilacqua, i Campagna, i Cartolari, i Da Sacco, i Giusti, i Malaspina, i Dal Verme e così via. Altrettanto cospicuo è il complesso degli archivi delle corporazioni religiose e delle compagnie laicali soppresse, entrambi comprendenti una ricca documentazione pergamenacea.

                        L’Archivio svolge funzioni di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario dello Stato ricadente nell’ambito provinciale di competenza, e degli altri nuclei documentari non statali acquisiti a vario titolo (deposito, dono, acquisto).

ATTIVITẢ DI TUTELA E CONSERVAZIONE

                        Attraverso la partecipazione alle Commissioni istituite presso gli organi amministrativi e giudiziari periferici dello Stato, l’Archivio esplica l’attività di tutela esercitando la sorveglianza sugli archivi correnti e di deposito e sulla gestione dei flussi documentali, qualunque ne sia il supporto, anche in base alla normativa vigente in materia di riproduzione sostitutiva di documenti digitali e gestione elettronica dei documenti, curando l’acquisizione, sotto forma di versamento, di documentazione statale di interesse storico, una volta espletate le operazioni di selezione e di scarto di documenti non destinati alla conservazione permanente.

                        Negli ultimi anni sono stati effettuati numerosi versamenti soprattutto da parte del Tribunale di Verona per la parte riferita alle ex Preture.

                        La funzione di conservazione del patrimonio documentario si esplica attraverso una molteplicità di compiti che includono: studio, ricerca e sperimentazione; censimento e inventariazione del patrimonio; conservazione diretta, ovvero predisposizione di tutte le misure atte a garantire la tenuta e la messa in sicurezza del patrimonio; vigilanza e controllo sugli interventi di restauro; rapporti e collaborazioni con Regioni, Province, Comuni, e altri enti non territoriali. Senza dubbio, sotto il profilo tecnico-scientifico, l’attività preminente dell’archivista, di maggiore rilevanza anche per gli utenti, è il riordinamento dei fondi d’archivio che si concretizza, nella fase finale, nella stesura dell’inventario, il quale contiene una descrizione più o meno analitica del fondo al quale si riferisce, preceduto, in genere, da un’introduzione in cui sono illustrati i criteri adottati nell’ordinamento e nell’inventariazione. Strumenti utili per il controllo dell’integrità dei fondi e per la consultazione da parte degli utenti sono anche i repertori, gli indici, gli elenchi e gli schedari. Con l’adesione al Sistema informativo degli archivi di Stato (SIAS) e poi al sistema informativo di tutti gli archivi (SAN), è stata incrementata l’attività indirizzata al miglioramento degli strumenti di corredo per la consultazione del patrimonio e dello stato di conservazione del materiale stesso. Si deve ora completare l’aggiornamento dei dati del SIAS e la loro migrazione nel SIUSA (Sistema informativo unificato di Soprintendenze e archivi).

ATTIVITẢ E VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE DEL PATRIMONIO

                        Accanto alla funzione conservativa, ha assunto ormai una notevole rilevanza, anche per l’Archivio di Stato di Verona, quella di ricerca, valorizzazione e formazione che include attività espositive e promozionali (mostre, convegni, seminari, giornate di studio, partecipazione a eventi culturali di carattere nazionale promossi dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, visite guidate), iniziative editoriali e multimediali (pubblicazioni di fonti documentarie, di inventari, di atti di convegni, etc.), attività di formazione svolta in collaborazione con scuole, università ed enti di formazione o per conto del Mibact; collaborazioni e convenzioni con enti di ricerca ed altre istituzioni operanti sul territorio.

                        L’obiettivo della valorizzazione del patrimonio viene perseguito attraverso il concorso di altre Istituzioni presenti sul territorio, in primo luogo la Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno e Ancona, ma proficui rapporti sono stati anche instaurati con il Centro documentale di Verona e con l’Associazionismo veronese. L’Archivio collabora anche all’organizzazione di eventi culturali promossi da altri enti con una particolare attenzione per la valorizzazione degli archivi storici comunali. L’Archivio assicura la consultazione del patrimonio in loco, disponendo ora di un’ampia sala di studio di oltre 400 metri quadrati, e anche per corrispondenza. Nella sala di studio destinata agli utenti è presente un funzionario archivista di Stato per fornire assistenza scientifica nelle ricerche e un assistente di sala che dà informazioni sulle modalità di accesso alla sala di studio e di richiesta di materiale archivistico.

                        La biblioteca d’Istituto, con oltre 12.000 volumi e 350 periodici, è accessibile agli utenti di sala che ne facciano richiesta.

                        E’ erogato, altresì, il servizio di fotoriproduzione per la riproduzione di documenti su supporto cartaceo e digitale.

                        Le ricerche per corrispondenza – amministrative e di studio – sono evase anche attraverso i mezzi offerti dalle nuove tecnologie di comunicazione.

                        Particolarmente consultati in loco e richiesti per corrispondenza sono gli atti di stato civile e gli esiti di leva e i ruoli matricolari attraverso i quali gli utenti possono effettuare ricerche anagrafiche e genealogiche e i nostri concittadini all’estero ottenere, per ius sanguinis, la  cittadinanza italiana.

 

Attualmente e, fino a nuovo avviso, gli orari di apertura al pubblico della sala di studio sono i seguenti:

Lunedì, mercoledì e  venerdì:  dalle ore 8.10 alle ore 16.40

Martedì e Giovedì  dalle ore 8.10 alle 17.15

Sabato:  dalle ore 8.00 alle ore 14.30.

 

I RAPPORTI CON IL MONDO DELLA SCUOLA

                        Al fine di favorire la conoscenza e la fruizione del patrimonio storico-documentario, l’Archivio di Stato svolge, attraverso l’organizzazione di mostre e convegni ed altri eventi culturali, attività promozionali e didattiche, indirizzate principalmente alle scuole e alle università.

                        Dal 10 gennaio 2012 è stata istituita la Sezione didattica per  incentivare il rapporto scuola-archivio anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione.

                        Proprio perché l'Archivio conserva le fonti documentarie sulla storia della città, esso sta diventando uno può diventare il luogo privilegiato in cui gli studenti possono effettuare ricerche nelle più svariate direzioni, in sintonia con i programmi di studio e/o gli interessi personali.

                        L’offerta didattica, svolta gratuitamente, è indirizzata alle scuole di ogni ordine e grado e si articola per moduli rapportati all’età e al livello di preparazione e maturità degli studenti.

                        L’Archivio mantiene inoltre rapporti costanti con la locale Università, Dipartimento Culture e Civiltà e con altri Atenei, per lo svolgimento di tirocini, stage e/o lezioni di didattica delle fonti.

L’ARCHIVIO FO RAME (MUSALAB)   

                        In data 23 marzo 2016 è stata inoltre sottoscritta la Convenzione per la custodia e la valorizzazione dell’archivio Rame Fo costituito  da un patrimonio di straordinaria rilevanza (copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti, disegni, dipinti, bozzetti, manifesti, copie di contratti, fatture, libri, articoli, costumi, pupazzi, marionette, scenografie, locandine  e fotografie di scena) dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” ai sensi del  Codice dei beni culturali e del paesaggio, art.13. La Direzione generale archivi ha individuato l’Archivio di Stato di Verona come la sede più idonea ad accogliere in deposito tale ricchissimo patrimonio, che ripercorre oltre sessant’anni della storia del teatro e della cultura italiana.

                        Come da convenzione, l'Archivio di Stato ha avviato iniziative di valorizzazione del patrimonio Rame Fo in collaborazione con il direttore dell'Archivio Laboratorio MusALab dott.ssa Mariateresa Pizza, referente per le iniziative congiunte di valorizzazione Archivio Rame Fo.

                        In occasione della firma della Convenzione che il Ministro ha voluto si stipulasse alla vigilia del novantesimo compleanno del Premio Nobel, è stata allestita una mostra di opere pittoriche di Dario Fo e di altri manufatti artistici e arredi di scena da presentare in anteprima nello stesso giorno. L’evento si è svolto alla presenza del Ministro dei beni culturali e del Sindaco di Verona e di altre autorità contattate direttamente per il tramite dell’Ufficio del Cerimoniale del Mibact.

                        La nuova esposizione di mostra permanente, che racconta la storia delle famiglie d’arte Rame  e Fo, è stata riaperta al pubblico dal 26 febbraio 2018, alla fine dei necessari lavori di adeguamento strutturale delle sale espositive.

Al momento e fino a nuovo avviso il MusALab è aperto al pubblico con i seguenti orari:

da lunedì a venerdì: dalle ore 10.30 alle ore 13.30 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00;

sabato: dalle ore 8.00 alle 13.30.

Per una più dettagliata ed esaustiva descrizione delle attività proposte dal MusALab Franca Rame Dario Fo si rinvia al progetto redatto dalla Direttrice del MusALab dr.ssa Mariateresa Pizza e all’archivio digitale on line di Franca Rame.