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L’Archivio di Stato di Verona, dal marzo 2015, si è trasferito nella nuova sede di proprietà di Fondazione Cariverona ubicata all’interno dell’area degli Ex Magazzini Generali di Verona che interessa una porzione urbana di 10 ettari così come definita da Programma di Riqualificazione Urbana (PRUSST). L’edificio è sottoposto a vincoli emessi dal Mibact ed è stato oggetto di un intervento di restauro conservativo. Il fabbricato principale che si eleva su 2 livelli, piano terra e primo piano, oltre a quelli ai piani ammezzati e interrati Nord e Sud, è costituito da complesso di  depositi archivistici di ultima generazione disposto due 2 livelli fuori terra composto da n.24 depositi di armadi compattabili di cui 8 a piano terra nord, 9 a piano terra sud e 7 a piano primo nord con zone adiacenti dedicate a uffici e sala consultazione oltre a spazi destinati a funzioni tecniche, tutti serviti da UTA (unità di trattamento aria) tecnologicamente avanzate.

Ogni deposito è compartimentato REI oltre ad essere dotato di porte tagliafuoco di sicurezza. All’interno è presente un sistema di armadi mobili scorrevoli su binario con movimentazione a leva (volano) che permette l’archiviazione totale di circa 50.000 ml di documentazione.

L’accesso agli utenti esterni è limitato alla zona visitatori senza la possibilità di coabitazione con gli archivi e le aree “sensibili”.

Il progetto degli impianti, elaborato con cura e particolare attenzione, ha rispettato i requisiti di: assenza di fluidi nei locali di deposito, protezione dal fuoco con spegnimento a gas azoto, controllo microclimatico degli ambienti, efficienza energetica dei sistemi, autonomia impiantistica per ogni deposito. L’asta tecnologica centrale, dall’interrato alla copertura, così come concepita per la compartimentazione impianti/servizi interni, costituisce pure il tema dominante della progettazione strutturale, contribuendo, con tecnologia costruttiva assai compatibile con la struttura storica, in maniera efficace al raggiungimento di un buon livello di miglioramento antisismico.

Gli uffici operativi/direzionali e le aree tecniche sono adeguatamente dimensionati secondo la normativa vigente in materia di mq minimi e risultano idonei allo svolgimento delle attività previste ed in linea con le normative e le prescrizioni vigenti.  

Quando fu costruito nel 1926 l’edificio era denominato Magazzino 1, detto anche ‘del Grano’, in quanto costituiva uno dei centri di smistamento di derrate alimentari più importante d’Europa al cui piano banchina trovavano posto undici celle frigorifere di varie dimensioni e la sala dedicata ai macchinari, costruiti dalla ditta Gaetano Barbieri & di Bologna e composti da due gruppi motore asincrono con ognuno un compressore da 35 cavalli; limitrofa a questo locale vi era la cabina di trasformazione elettrica. Le celle erano affiancate da due lunghe gallerie nelle quali accedevano i vagoni ferroviari per le operazioni di carico e scarico. Il piano superiore, con ingresso tramite piani caricatori elettrici, era assegnato ai depositi delle merci nazionali e doganali.

Al primo nucleo, denominato 1Ache occupava una superficie di 1.400 metri quadri, ne venne aggiunto un secondo, 1B, nei primi anni '30 e un terzo , 1C, verso lo stesso decennio.