Sede

L'Archivio di Stato di Verona venne istituito l'8 aprile 1941 e il Comune vi trasferì, a titolo di deposito, gli Antichi archivi veronesi che ne costituiscono il nucleo essenziale. Gli Antichi archivi veronesi erano stati istituiti, tra il 1867 ed il 1868, presso la Biblioteca comunale di Verona, nell'ex convento dei Gesuiti di S. Sebastiano in via Cappello, ove oggi ha sede la Biblioteca Civica. Vennero concentrati, oltre all'Archivio del Comune, diversi fondi pubblici e privati, mentre da parte dello Stato furono versati il fondo, in prevalenza giudiziario, dei Rettori veneti, quello finanziario della Camera fiscale e quelli provenienti dalla soppressione delle corporazioni religiose effettuate in regime napoleonico.

La guerra del 1940-1945 causò notevoli danni al patrimonio documentario veronese, sia per l'occupazione di sedi ad opera di militari e di civili, sia per i bombardamenti aerei.

La parte affidata all'Archivio di Stato, tempestivamente trasportata fuori città, non subì danni salvo che per qualche centinaio di buste di fondi del periodo 1815-1866.

Altri numerosi fondi vennero poi versati da uffici pubblici statali dopo il trasferimento dell'Archivio, nel 1961, nella sede attuale.

Successivamente, dall'Archivio di Stato di Venezia vennero riportati a Verona i fondi monastici soppressi in periodo veneto, lo Stato civile napoleonico, gli atti riservati della Delegazione provinciale e dei Commissariati distrettuali, una raccolta di disegni del territorio già pertinente al Collegio sopra la custodia del fiume Adige.

Nella nuova sede vennero incrementati, altresì, i depositi di archivi familiari.

La consistenza della documentazione conservata all'Archivio di Stato di Verona varia ogni anno per effetto dei versamenti effettuati dagli uffici statali che, per legge, sono tenuti a trasferirvi la documentazione anteriore all’ultimo quarantennio.

Essa occupa, al presente, circa 22 km. di scaffalatura lineare e, nella sua totalità sia cartacea che pergamenacea, è testimonianza dell'attività sociale, politica, amministrativa, giudiziaria, ecclesiastica della città e del territorio e abbraccia un arco temporale di dieci secoli, con antecedenti a partire dal sec. VIII.

L'Archivio conserva, altresì, oltre 80.000 pergamene, di cui molte di grande pregio anche estetico. Un complesso di documentazione ampia e importante è costituita dagli archivi di famiglie e di persone, 164 con circa 30.000 pergamene e con atti anteriori all'anno 1000. Vi compaiono i nomi delle famiglie più in vista, tra le quali i Bevilacqua, i Campagna, i Cartolari, i Da Sacco, i Giusti, i Malaspina, i Dal Verme e così via.

Altrettanto cospicuo è il complesso degli archivi delle corporazioni religiose e delle compagnie laicali soppresse, entrambi comprendenti una ricca documentazione pergamenacea.

Al fine di favorire la conoscenza e la fruizione del patrimonio storico-documentario, l’Archivio di Stato svolge, attraverso l’organizzazione di mostre e convegni ed altri eventi culturali, attività promozionali e didattiche, indirizzate principalmente alle scuole e alle università.

Dal 10 gennaio 2012 è stata istituita la Sezione didattica per incentivare il rapporto scuola-archivio anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione.

Proprio perché l'Archivio conserva le fonti documentarie sulla storia della città, esso può diventare il luogo privilegiato in cui gli studenti possono effettuare ricerche nelle più svariate direzioni, in sintonia con i programmi di studio e/o gli interessi personali.